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Manipolazione fasciale, metodo Stecco

La manipolazione fasciale è una manipolazione del tessuto connettivo, che ha l’obiettivo di renderlo più fluido per ottenere un ambiente più fisiologico per le terminazioni nervose libere.  Il tessuto connettivo, infatti, se sottoposto a stress perde la sua fluidità e si irrigidisce. Grazie alla manipolazione fasciale è possibile restituirgli la fluidità.

Il tessuto connettivo è costituito da tre fasce:

  • superficiale: si trova subito sotto l’epidermide e costituite il tessuto connettivo lasso sottocutaneo; consente lo scorrimento dei muscoli che si contraggono sotto la pelle;
  • profonda: si distende sotto la fascia superficiale ed è costituita da una faccia esterna, che si estende uniformemente su tutto il corpo, e una interna, che si collega con i muscoli sottostanti; tal e collegamento è diverso a seconda che si tratti del tronco o degli arti; sincronizza l’azione delle singole unità motorie e dei muscoli che attuano lo spostamento di un arto nella stessa direzione;
  • epimisiale: forma un tutt’uno con la fascia profonda del tronco, mentre a livello degli altri è separata dalla fascia profonda da fibre collagene e un sottile strato di connettivo lasso.

La manipolazione fasciale è indicata sia nelle disfunzioni dell’apparato muscolo-scheletrico che in quelle degli organi interni.

Bibliografia.
L. Stecco, A. Stecco,  Manipolazione fasciale, parte teorica, seconda edizione, Piccin, Padova, 2010.
L. Stecco, C. Stecco,  Manipolazione fasciale, parte pratica, Piccin, Padova, 2007.
Immagine: http://www.piccin.it/books/b/Bl6giKIDEznj-b.jpg