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Tecarterapia

La tecarterapia (Trasferimento Energetico Capacito Resistivo) è una tipologia di terapia fisica strumentale che si basa sull’utilizzo delle radiofrequenze, le quali operano un trasferimento di energia biocompatibile, che induce nei tessuti delle correnti di spostamento grazie all’utilizzo di due tipi di elettrodi, il capacitivo ed il resistivo. Gli effetti prodotti da tali correnti di spostamento sono di tre tipi:

  • biochimico: causa l’accelerazione del metabolismo cellulare, con conseguente richiamo di sangue ricco di ossigeno e facilitazione del drenaggio linfatico delle aree periferiche;
  • termico: per induzione di endotermia profonda ed omogeneamente diffusa data dall’effetto joule prodotto dalle correnti di spostamento;
  • meccanico: causa aumento della velocità dei fluidi con conseguente miglioramento del drenaggio linfatico e tonificazione delle pareti vascolari.

Gli effetti sono diversi a seconda che si utilizzi l’elettrodo capacitivo o resistivo; il primo lavora in prossimità dell’area di applicazione, il secondo raggiunge le aree più profonde e con maggiore resistenza del tessuto biologico. Da un punto di vista terapeutico gli effetti della tecarterapia interessano la stimolazione dell’attività metabolica del tessuto trattato, con conseguente aumento della velocità di riparazione tissutale e la riduzione dell’edema a causa dell’aumento del drenaggio linfatico e della circolazione ematica.

La tecarterapia è indicata nel protocollo di trattamento per le distorsioni, le lesioni tendinee, le infiammazini di tendini e borse, gli esiti di traumi ossei e legamentosi, le problematiche osteoarticolari e nel trattamento postchirurgico.

CONTROINDICAZIONI: la tecarterapia è controindicata nei seguenti casi:

  • gravidanza
  • arteriopatie scompensate
  • neoplasie
  • nei portatori di pacemaker
  • laddove sia presente una parestesia nella zona trattata.
Bibliografia.
Nino Basaglia, Medicina Riabilitativa – medicina fisica e riabilitativa, principi e pratica, Vol. II, pagg. 1187-1189.