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Il dottor Giovanni Angiolini parla di gonartrosi a “Buonasera dottore” su TV2000

L’artrosi è una patologia molto diffusa, che colpisce l’80% delle persone con più di 50 anni. Una delle articolazioni più colpite è il ginocchio; in questo caso si parla di gonartrosi. Durante la visita ortopedica lo specialista tiene conto sia dell’anamnesi del paziente che della valutazione di alcuni prametri: nello specifico si verifica se l’asse del ginocchio è normoassiato o se invece è varo o valgo; si valuta se la deambulazione del paziente presenta alterazione dell’asse, se vi è zoppia, se il ginocchio resta leggermente flesso durante il cammino; a paziente supino sul lettino si valuta il ROM (Range of Motion), ovvero il range di movimento dell’articolazione del ginocchio, poi la stabilità delle strutture legamentose; si cercano quindi i punti dolenti, chiedendo anche al paziente di indicare il punto in cui avverte la sintomatologia dolorosa.

A seconda che la gonartrosi sia monocompartimentale o pancompartimentale (completa), il paziente si comporterà in maniera diversa: nel caso di gonartrosi monocompartimentale il paziente indicherà con un dito dove avverte il sintomo doloroso (il cosiddetto finger test), fattore questo utile anche per la successiva scelta terapeutica; nel caso di un’artrosi pancompartimentale, invece, il paziente posizionerà tutta la mano sul ginocchio, fattore indicativo che tutta l’articolazione è colpita dalla patologia.

Il trattamento della gonartrosi può essere di tipo conservativo o chirurgico: è possibile effettuare un trattamento di tipo conservativo quando la patologia è ancora in fase iniziale, per rallentare l’evoluzione degenerativa. Per prima cosa va fatta una particolare tipologia di RX, che consente di verificare l’assetto della rima articolare e di classificare lo stadio della gonartrosi: se il paziente ha la patologia al primo o secondo stadio, è possibile ricorrere a delle terapie conservative:

  • infiltrazioni a base di acido ialuronico
  • infiltrazioni a base di cellule mesenchimali

Entrambe hanno lo scopo di ridurre i sintomi e di migliorare il movimento dell’articolazione e sono somministrate in cicli terapeutici, la cui durata dipende dal tipo di farmaco utilizzato e dal quadro clinico del paziente.

Nel caso in cui il paziente abbia invce una gonartrosi di terzo o quarto stadio, si rende necessario l’intervento chirurgico di protesizzazione, che a seconda che la gonartrosi sia mono- o pancompartimentale, prevede la sostituzione della porzione di articolazione deteriorata (artroprotesi monocompartimentale) o dell’articolazione in toto (artroprotesi completa).

E’ bene mettere in pratica alcune regole per mantenere funzionale il ginocchio e prevenire la gonartrosi:

  • ridurre il sovraccarico aull’articolazione, riducendo quindi il peso corporeo;
  • alimentarsi in maniera adeguata
  • effettuare dell’attività fisica
  • in caso di comparsa di problemi al ginocchio, consultare subito l’ortopedico, perché in questo modo si può rallentare o addirittura bloccare il decorso di questa patologia degenerativa.