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Il dottor Ugo D’Alessandro e il dottor Giovanni Angiolini parlano di lesioni muscolari a “Buonasera dottore”, su TV2000

Le lesioni muscolari, note comunemente con il nome di strappi muscolari, sono delle lacerazioni delle fibre muscolari, che si verificano dopo una contrazione massiva (ovvero della totalità delle fibre) del muscolo quando si lavora a freddo, cioè senza aver fatto prima un riscaldamento, oppure nel caso in cui il muscolo sia particolarmente affaticato.

I muscoli più frequentemente interessati dalle lesioni muscolari sono:

  • gli ischiocrurali, cioè i muscoli della regione posteriore della coscia
  • il quadricipite femorale
  • il tricipite della sura, cioè il gruppo muscolare del polpaccio (composto dai gemelli, o gastrocnemi, e dal muscolo soleo)

Con minore frequenza possono essere interessati anche i muscoli degli arti superiori (a carico del bicipite e del tricipite brachiale); ciò avviene per lo più in soggetti sportivi.

Una lesione muscolare in atto è caratterizzata dalla presenza di un dolore lacerante, associato ad impotenza funzionale (non si riesce a compiere gesti normali per l’arto) e tumefazione dell’area colpita.

Se si è vittima di una lesione muscolare, bisogna rivolgersi all’ortopedico, che dopo aver effettuato una visita specialistica, prescrive degli esami diagnostici, per verificare l’entità dello strappo: in genere si effettua un’ecografia, ma nei casi più gravi il paziente viene sottoposto ad una risonanza magnetica. In caso di lesione muscolare si applica un protocollo di trattamento internazionale, denominato P.R.I.C.E.:

P = Protection (protezione)
R = Rest (riposo)
I = Ice (ghiaccio)
C = Compression (compressione)
E = Elevation (elevazione)

In alcuni casi l’ortopedico può anche prescrivere dell’eparina, per evitare il rischio di trombosi venosa profonda. A questo protocollo di trattamento va aggiunto un protocollo riabilitativo, composto da:

  • terapia manuale: in una prima fase massoterapia decontratturante (favorisce il ritorno venoso) a monte e a valle della lesione, senza interferire col processo lesionale e senza danneggiare il tessuto danneggiato; nelle fasi successive si può ricorrere ad altri tipi di massaggio (come il massaggio trasverso profondo) e ad altre tecniche di terapia manuale, a seconda delle esigenze del paziente.
  • terapia fisica strumentale: tra i trattamenti strumentali può essere utile la tecarterapia, anche se il suo utilizzo va valutato in base al quadro clinico del paziente, in quanto per la tecarterapia non esiste un protocollo standard, ma si effettua un trattamento personalizzato.
  • esercizio terapeutico: stretching (inizialmente passivo, aiuta ad evitare la formazione di una cicatrice caotica sul muscolo, fatto importante nella prevenzione delle recidive), potenziamento muscolare, riatletizzazione, in base alle esigenze del paziente.

Il trattamento riabilitativo può essere fatto con cadenza giornaliera e va modulato sul quadro clinico del paziente.

Le lesioni muscolari si possono prevenire mantenendo il fisico allenato, facendo un buon riscaldamento prima dell’attività fisica, facendo dello stretching adeguato per allungare la muscolatura e mantenerla funzionale ed infine sottoponendosi ad una alimentazione adeguata e finalizzata al mentenimento di un buon tono muscolare.