Il dottor Giovanni Angiolini parla del trattamento dei dolori articolari a “Buonasera dottore” su TV2000

I dolori articolari possono essere trattati in diversi modi, a seconda del tipo di patologia che affligge l’articolazione e del suo stadio di avanzamento. Tra i  metodi di trattamento dei dolori articolari più conosciuti ci sono le infiltrazioni, che possono essere utilizzate nello stadio iniziale ed intermedio dell’artrosi e nelle patologie acute. Le articolazioni che maggiormente sono trattate con le infiltrazioni sono: il ginocchio, l’anca, la spalla e la caviglia, anche se tutte le articolazioni possono essee infiltrate, se necessario. Il preparato utilizzato nell’infiltrazione è di diverso tipo, a seconda dell’effetto che si vuole ottenere e del tipo di patologia trattata; in particolare, vengono utilizzati:

  • i corticosteroidi: utilizzati per lungo tempo in passato, oggi sono usati molto più di rado e con cautela, a causa dei numerosi effetti collaterali che presentano;
  • l’acido ialuronico: è una sostanza presente in notevole quantità nel corpo umano, come nella cute, laddove dona turgore ed elasticità al tessuto cutaneo; si trova anche nel liquido sinoviale, che è presente all’interno dell’articolazione. Strutturalmente è un polisaccaride (uno zucchero), che viene prodotto dai sinoviociti di tipo B (cellule presenti sulla membrana sinoviale, che riveste internamente l’articolazione) e rende il liquido sinoviale viscoso e così in grado di ammortizzare gli urti e di proteggere il tessuto cartilagineo. Con l’invecchiamento, i sinoviociti di tipo B producono meno acido ialuronico, la cui presenza viene quindi a ridursi all’interno del liquido sinoviale, con una conseguente riduzione del potere ammortizzante e protettivo. Con l’infiltrazione di acido ialuronico si ripristina la quantità di sostanza mancante, grazie ad un processo detto di viscosupplementazione, e di conseguenza la funzionalità che prima veniva meno. L’infiltrazione con acido ialuronico può essere ripetuta dalle tre a cinque volte per ciclo, per un totale di un paio di cicli all’anno;
  • le cellule staminali mesenchimali: sono cellule staminali adulte multipotenti, in grado cioè di differenziarsi in tessuto cartilagineo, osseo o adiposo. Vengono prelevate tramite una miniliposuzione dal tessuto adiposo dell’addome, subiscono quindi un processo di purificazione ed infine vengono iniettate al paziente sotto forma di una pappa. Hanno un elevatissimo potere rigenerativo, antinfiammatorio, con conseguente scomparsa del dolore, e ripristano la funzionalità articolare. Poiché si tratta di un tessuto vitale, che permane all’interno dell’articolazione una volta inoculato, può essere necessaria anche una sola iniezione di questo tessuto per ottenere i rsultati desiderati. Il procedimento va però fatto in una sala operatoria, perché è necessario un ambiente sterile.