Il dottor Ugo D’Alessandro parla di incontinenza urinaria e riabilitazione del pavimento pelvico a “Il mio medico”, su TV2000

L’ncontinenza urinaria è un problema molto serio, che secondo le statistiche colpisce circa 5 milioni di italiani, anche se le stime riguardano ben il doppio della popolazione; le stime sono così elevate perché si tratta di un argomento tabù, che causa vergogna nei pazienti colpiti, al punto da non riuscire a rivolgersi al medico per chiedere aiuto. Eppure per poter affrontare nel miglior modo questo problema occorre proprio una diagnosi precoce, che viene effettuata dal medico specialista: il ginecologo o l’urologo.

Non esiste un solo tipo di incontinenza urinaria; essa può infatti essere classificata nei seguenti modi:

  • incontinenza urinaria da sforzo: si manifesta facendo degli sforzi, anche banali, come raccogliere un peso, o starnutire, tossire, ridere, in seguito ai quali si manifestano delle prdite più o meno cospicue;
  • incontinenza urinaria da urgenza: quando si ha lo stimolo di urinare non si è in grado di trattenere la minzione il tempo necessario a raggiungere il bagno, così si verificano delle perdite più o meno cospicue senza riuscire a controllarsi.

A seconda del tipo di incontinenza diagnosticato si effettua un trattamento specifico. L’incontinenza urinaria può essere trattata anche da un punto di vista riabilitativo; esistono infatti degli esercizi specifici per la muscolatura del pavimento pelvico, che possono servire anche come prevenzione per l’insorgenza del problema. Per esempio, un esercizio utile può essere la contrazione volontaria dello sfintere urinario prorio durante la minzione; anche lavorare sulla rigidità del tratto lombare e del diaframma consente di migliorare la gestione del problema.

Un ulteriore aiuto nel trattamento dell’incontinenza urinaria è dato dalla tecnologia: esistono infatti dei macchinari specifici che effettuano sull’area da trattare una stimolazione magnetica specifica, detta funzionale (FMS = Functional Magnetic Stimulation), che agiscono sul nervo pudendo, provocando una contrazione del pavimento pelvico come succede quando si usa un elettrostimolatore per il rinforzo della muscolatura. Il vantaggio della FMS è che il macchinario utilizzato, che consiste di una poltrona e di un interfaccia computerizzata, non è invasivo per il paziente, cosa che invece avviene con altre metodiche che si servono di sonde intravaginali o intrarettali, e non causa imbarazzo, in quanto il pazientesi sottopone al trattamento vestito, accomodandosi sulla poltrona collegata all’interfaccia, mentre il fisioterapista utilizza il sistema computerizzato per erogare la stimolazione necessaria. Una seduta di FMS varia dai 20 ai 30 minuti, in base al tipo di incontinenza da trattare; il numero di sedute da effettuare dipende dalla gravità della patologia, ma in generale con un ciclo di 10 sedute fatte una o due volte a settimana si ottengono dei risultati interessanti e durevoli. L’FMS ancora non viene erogata dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale),ma si spera che a breve possa essere inserita nei trattamenti erogati, data l’efficacia ottenuta. Sono peraltro in corso degli studi su questa metodica, da parte dell’Università Federico II di Napoli.

Il dottor Ugo D’Alessandro e il dottor Giovanni Angiolini parlano di lesioni muscolari a “Buonasera dottore”, su TV2000

Le lesioni muscolari, note comunemente con il nome di strappi muscolari, sono delle lacerazioni delle fibre muscolari, che si verificano dopo una contrazione massiva (ovvero della totalità delle fibre) del muscolo quando si lavora a freddo, cioè senza aver fatto prima un riscaldamento, oppure nel caso in cui il muscolo sia particolarmente affaticato.

I muscoli più frequentemente interessati dalle lesioni muscolari sono:

  • gli ischiocrurali, cioè i muscoli della regione posteriore della coscia
  • il quadricipite femorale
  • il tricipite della sura, cioè il gruppo muscolare del polpaccio (composto dai gemelli, o gastrocnemi, e dal muscolo soleo)

Con minore frequenza possono essere interessati anche i muscoli degli arti superiori (a carico del bicipite e del tricipite brachiale); ciò avviene per lo più in soggetti sportivi.

Una lesione muscolare in atto è caratterizzata dalla presenza di un dolore lacerante, associato ad impotenza funzionale (non si riesce a compiere gesti normali per l’arto) e tumefazione dell’area colpita.

Se si è vittima di una lesione muscolare, bisogna rivolgersi all’ortopedico, che dopo aver effettuato una visita specialistica, prescrive degli esami diagnostici, per verificare l’entità dello strappo: in genere si effettua un’ecografia, ma nei casi più gravi il paziente viene sottoposto ad una risonanza magnetica. In caso di lesione muscolare si applica un protocollo di trattamento internazionale, denominato P.R.I.C.E.:

P = Protection (protezione)
R = Rest (riposo)
I = Ice (ghiaccio)
C = Compression (compressione)
E = Elevation (elevazione)

In alcuni casi l’ortopedico può anche prescrivere dell’eparina, per evitare il rischio di trombosi venosa profonda. A questo protocollo di trattamento va aggiunto un protocollo riabilitativo, composto da:

  • terapia manuale: in una prima fase massoterapia decontratturante (favorisce il ritorno venoso) a monte e a valle della lesione, senza interferire col processo lesionale e senza danneggiare il tessuto danneggiato; nelle fasi successive si può ricorrere ad altri tipi di massaggio (come il massaggio trasverso profondo) e ad altre tecniche di terapia manuale, a seconda delle esigenze del paziente.
  • terapia fisica strumentale: tra i trattamenti strumentali può essere utile la tecarterapia, anche se il suo utilizzo va valutato in base al quadro clinico del paziente, in quanto per la tecarterapia non esiste un protocollo standard, ma si effettua un trattamento personalizzato.
  • esercizio terapeutico: stretching (inizialmente passivo, aiuta ad evitare la formazione di una cicatrice caotica sul muscolo, fatto importante nella prevenzione delle recidive), potenziamento muscolare, riatletizzazione, in base alle esigenze del paziente.

Il trattamento riabilitativo può essere fatto con cadenza giornaliera e va modulato sul quadro clinico del paziente.

Le lesioni muscolari si possono prevenire mantenendo il fisico allenato, facendo un buon riscaldamento prima dell’attività fisica, facendo dello stretching adeguato per allungare la muscolatura e mantenerla funzionale ed infine sottoponendosi ad una alimentazione adeguata e finalizzata al mentenimento di un buon tono muscolare.